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Gamberi boreali. Stato dell'industria nel 2016 e aspettative per il 2017

10.01.2017

Nel corso degli ultimi due anni, il mercato dei gamberi boreali ha avuto alti e bassi, con prezzi fluttuanti e reperibilità discontinua. Dopo essere saliti fino a raggiungere il loro picco, i prezzi si sono stabilizzati a un livello leggermente inferiore rispetto all'anno scorso, ma la volatilità è sempre dietro l'angolo quando si tratta di approvvigionamento. Essendo uno dei maggiori player nel mercato, Royal Greenland ha adottato alcune misure per stabilizzare il mercato nel 2017.

Nei primi trimestri del 2016, il mercato ha vissuto un'atmosfera di attesa dovuta ai prezzi elevati e all'incertezza sulle forniture e sulle quote future. Il conseguente atteggiamento di cautela e moderazione da parte degli acquirenti ha causato una diminuzione dei prezzi e i produttori hanno iniziato ad accumulare stock di gamberetti, avendo scarsa disponibilità di gamberi di maggiori dimensioni. Ciò significa che, durante l'anno, alcuni dettaglianti hanno iniziato ad includere i gamberetti nel loro assortimento, in sostituzione dei gamberi più grandi. Tradizionalmente, i gamberetti venivano venduti ai clienti industriali ma, con l'aumento della loro vendita al dettaglio, non bastavano più a coprire la domanda. Inoltre, il prezzo dei gamberetti boreali era aumentato a tal punto che i produttori industriali (ad esempio di sandwich e insalate) non riuscivano più a rientrare nelle proprie fasce di prezzo e hanno perciò sostituito i gamberetti con altri alimenti proteici come surimi, gamberi dei mari caldi e gamberetti. Adesso, sebbene la fornitura complessiva di gamberi boreali sia più stabile, alcuni produttori industriali sono ancora riluttanti a tornare a questo prodotto perché temono la continua volatilità dei prezzi.

Cambiamenti nelle dimensioni del pescato

Nel corso del 2016, è emerso con chiarezza che le sfide sul mercato relative alle dimensioni del pescato non erano solo causate da distorsioni nella domanda di gamberi grandi/piccoli, ma riflettevano anche la composizione stessa del pescato. Sebbene la quantità di prodotto sia generalmente in aumento (in Groenlandia), la composizione delle dimensioni non è stata interamente come ci si aspettava, poiché le dimensioni del pescato erano leggermente inferiori a quelle previste.

Adattamento alla biologia che cambia

La ragione delle variazioni nelle dimensioni del pescato rimane tuttora un enigma sia per i pescatori che per i biologi. Pare che vi siano stati cambiamenti anche nella stagionalità e nel ciclo di vita dei gamberi dell'Atlantico del Nord. Henrik Thune Cordsen, Category Manager del reparto gamberi di Royal Greenland, afferma: "Tradizionalmente, uno dei migliori mercati per i gamberi dalla testa arancione [colore dovuto alle uova] è la Cina, dove sono considerati una squisita prelibatezza: ne abbiamo infatti venduti moltissimi in occasione del Capodanno Cinese. Tuttavia, la stagione della pesca per questo tipo di gambero si è spostata un po' in avanti e adesso ha luogo dopo le celebrazioni del Capodanno. Anche la stagione della muta ha subito un leggero spostamento e stiamo abbandonando le tradizionali zone di pesca per cercarne di nuove più a nord." Non è chiaro se i gamberi stiano scomparendo dalle aree di pesca più conosciute o se si stiano semplicemente spostando e perché. Da notare che, mentre gli stock ittici sembrano spostarsi, la biomassa rimane stabile e forte. I biologi pensano che questi cambiamenti possano essere causati dal mutamento climatico e dal fatto che altre specie, ad esempio il merluzzo la cui preda preferita è il gambero, stanno prendendo il sopravvento.

La cartina mostra lo sviluppo delle aree di pesca in Groenlandia

Il fatto è che, per rendere sostenibile la gestione degli stock ittici, sia i produttori che i consumatori devono adattarsi a questi cambiamenti biologici, adeguando sia i metodi di pesca che il modo in cui i gamberi vengono trasformati, commercializzati e utilizzati in cucina.

Ci attendono acque più calme – ci impegniamo a tutelare una risorsa limitata

Poiché siamo tra i maggiori produttori di gamberi boreali del mondo, noi di Royal Greenland dobbiamo contribuire a stabilizzare il mercato per quanto riguarda l'offerta, la sostenibilità e il prezzo del prodotto. Cerchiamo di tenere fede a questo impegno grazie a un'attenta trasformazione della materia prima, nonché offrendo il prodotto ai nostri clienti abituali a un prezzo che riflette il livello della sua qualità. In questo modo, una risorsa limitata viene utilizzata al meglio.

Quote 2017

I biologi groenlandesi dell'Istituto di Risorse Naturali hanno recentemente pubblicato le loro raccomandazioni per la pesca dei gamberi nel 2017. Sul suo sito web (natur.gl), l'Istituto di Risorse Naturali informa che "[…] i dati relativi alla pesca mostrano tassi di cattura stabili e, secondo le ricerche biologiche, il numero di gamberi risulta essere attorno alla media degli ultimi 5 anni. Al tempo stesso, è diminuito il numero di merluzzi che si cibano di gamberi". In base a questi dati, il Governo ha fissato la quota 2017 per la Groenlandia occidentale a 90.000 tonnellate, una quantità leggermente superiore a quella del 2016. Nel valore complessivo è stata però inclusa anche una nuova area di pesca in Groenlandia del Nord, che in precedenza aveva solo una quota di prova.

In Canada, nel 2016 la quota ha subito un drastico taglio del 42% a causa di alcuni dati preoccupanti raccolti dai biologi sugli stock ittici. Per il 2017, si prevede che le quote saranno fissate allo stesso livello o a un livello ancora più basso. In quanto ai prezzi, i gamberi della Groenlandia vengono valutati un po' più dei gamberi canadesi, poiché sono meno sensibili alle fluttuazioni stagionali e di conseguenza la loro fornitura è più stabile.

Notizie successive: Un anno nell'Atlantico del Nord
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